Problemi con lo spazio iCloud? Ci penso io.

Parenti, amici, sconosciuti: sempre più gente si lamenta (ovviamente con il sottoscritto) dello spazio iCloud sempre più risicato nei propri dispositivi Apple.

Ad un rapido controllo delle impostazioni appare chiaro che, nel 90% dei casi, la colpa è della quantità di foto e video archiviati nel rullino fotografico e, di conseguenza, anche nei backup automatici. Eccomi qui dunque per una rapidissima (come di consueto) guida su come ovviare a questo problema. Ebbene sì, per una volta sarò il vostro Salvatore Aranzulla, ma senza il disagio dei banner pubblicitari.

Dunque, il fatto è questo: tenere le foto nel rullino o attivare Libreria foto di iCloud ed Il mio streaming foto nella sezione Foto e Fotocamera sono entrambe delle brutte idee, nel caso il vostro piano dati iCloud sia quello da 5 Gb. Lasciate stare quella roba ed attivate soltanto la Condivisione foto di iCloud, una feature che ormai utilizzo da 3 sistemi operativi, che temevo sarebbe stata presto cancellata (in quanto controproducente per il business Apple) ma che invece è ancora viva e vegeta. Approfittatene!

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A questo punto potete passare alla App Foto e gestire i passaggi successivi da lì.

La terza voce della App è chiamata Condivisi: da qui passate alla sezione generale Condivisione in alto a sinistra.

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Ora non vi resta che aggiungere un nuovo album condiviso (io li ho divisi in base al dispositivo con cui scatto le foto, ad esempio, anche se la feature è stata originariamente pensata per condividere con determinati gruppi di amici determinate foto).

A questo punto non vi resta che provare a caricare una foto, scegliendo poi l’album condiviso di preferenza.

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Et voilà. Salvando le foto in questa maniera risparmierete una quantità impressionante di spazio. Il discorso vale anche per i video, soprattutto perché la condivisione li comprimerà moltissimo (non aspettatevi dunque una qualità Full HD). Buon divertimento!

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Fotocamera scelta (ed approvata)

Qualche settimana fa vi chiesi di aiutarmi a scegliere la nuova fotocamera, in sostituzione di quelle testate in precedenza (RX100 M1 e successivamente Lumix G6): la scelta alla fine è ricaduta sulla compatta Canon G7X.

Se ben ricordate, la sfida consisteva nel trovare – tra le altre cose – una  fotocamera abbastanza economica in grado di registrare in formato MP4 con un buon bitrate ed un alto numero di fps: la G7X da questo punto di vista è quasi perfetta, perché riesce a gestire i 1080p/60 a 34Mbps.

Dopo qualche test on the road, sono lieto di annunciare l’estrema soddisfazione per questo prodotto, a dir poco sottovalutato e bistrattato dai recensori e dagli utilizzatori (provate a trovarmi qualche buon video su YouTube che non sia il solito V-Log tremolante in presa diretta), e sono pronto a rispondere a qualche quesito che probabilmente qualcuno si sarà posto.

  1. G7X sostituisce una Reflex? Non esattamente. Se il vostro intento è filmare con una grande escursione dello zoom, lasciate stare… ma questo del resto vale per qualsiasi compatta. In qualsiasi caso ha i suoi pro e contro: lo stabilizzatore a 5 assi ed il touchscreen sono migliori della maggior parte delle Reflex in commercio (ad esempio li trovo migliori di quelli della mia ex Lumix G6). Per le riprese “al volo” il touch è importante.
  2. G7X è una valida alternativa al comparto video degli smartphone high-end? Di gran lunga. Con il giusto grado di editing (tornerò dopo sulla questione) ci troveremo davvero su un altro pianeta, qualitativamente parlando. Profondità, colore, angolo… tutto ottimo ed abbondante.
  3. G7X è meglio di RX100 M3, come dicono alcuni? Temo di no. Sul lato software, effettivamente Sony ha sempre fatto miracoli sin dalla Mark 1: le sue immagini appaiono più morbide, il contrasto migliore, e questo nonostante il sensore sia lo stesso. Di contro va detto che assistiamo ad un pareggio in condizioni di bassa luminosità e che preferisco l’autofocus di Canon. Insomma, tutto quello che conta c’è anche nella Canon, dopotutto.
  4. La compatta è un prodotto riservato a chi vuole il massimo della portabilità; per quanto riguarda l’editing possiamo affermare che basterà un ugualmente portabile iPad? Anche qui la risposta non è semplice, ma dopo qualche test propenderei per il No. Sebbene abbia scelto la G7X per la possibilità di lavorare con MP4 a 1080p (MP4 è praticamente l’unico formato importabile su iPad), alla fine mi sono arreso all’evidenza che un prodotto sfornato con Final Cut Pro X risulta immensamente superiore rispetto ad uno creato con iMovie per iOS. iPad Pro non è poi così tanto Pro, se ancora ci fosse bisogno di una conferma: nulla può battere un color grading fatto con Film Convert, per non parlare di chi vuole esportare a 23,98fps anziché 60 o 30. Sul Mac potrete aggiungere anche più agevolmente l’effetto Vignette, il Letterbox, e tante altre cose, su iPad bisognerebbe passare il file attraverso Chromic, Pinnacle, Video Crop, e mai con la stessa qualità. La differenza la potrete notare guardando i due video che ho realizzato a Vicenza, uno esportato da MacBook Pro e l’altro da iPad Air 2. Va anche detto, tuttavia, che un filmato MP4 di 4 minuti editato su iPad vi occuperà al massimo 5 Gb, mentre su MacBook preparatevi a tenere liberi almeno 40 Gb… E se avessimo utilizzato AVCHD o XAVC S anziché MP4? Non oso immaginarlo.

 

Alla ricerca della videocamera perfetta

Di solito scrivo articoli di riflessione, ma in questo caso rivolgerò delle domande estremamente specifiche ai miei lettori:

  • Vi piace realizzare filmati, documentari, film brevi amatoriali?
  • Se sì, che strumentazione utilizzate?

Prima di rispondere, vi dico subito che sono un tipo difficile (se già non si fosse capito). Non mi interessa utilizzare DSLR (ci sono già passato) perché non permettono di catturare l’attimo in velocità: i miei filmati non sono meditativi, non hanno inquadrature studiate a tavolino, ma soprattutto ho sempre pochissimi istanti di tempo per catturare l’immagine. Ecco, potremmo dire che i miei filmati sono delle foto in movimento.

In generale utilizzo la modalità a 60 fps od oltre (in Full HD), perché in questo modo posso scattare per pochi secondi e poi allungare il materiale a volontà con un po’ di slow motion. Il problema è che tutto l’editing, sempre per la questione del poco tempo a disposizione, posso realizzarlo solo da iPad (iMovie) e non da Mac (Final Cut Pro): ne consegue che devo filmare a 60 fps ma in formato MP4.

Finora ho realizzato quasi tutti i video con il fidato iPhone 6 Plus e l’applicazione FilMic Pro, grazie alla quale posso esportare a 24p e croppando la risoluzione a 2.39:1. Mentre la risoluzione non è fondamentale (nulla vieta di montare tutto in 16:9, tutto sommato), devo ammettere che ormai sono estremamente affezionato ai 24p. Ecco dunque l’altro problema da risolvere: il file dovrà nativamente essere prodotto, oltre che a 60, anche a 24p, perché iMovie non permette di cambiare questo parametro (è modificabile da Pinnacle Pro, ma il risultato non mi convince).

Situazione complessa, soprattutto considerato che il mio budget non potrà mai superare i 600 Euro (approssimativamente). Stavo pensando alla Panasonic V770, ma magari voi avete qualche altra opzione da propormi, più portatile ed ergonomica…

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Il costo delle nostre foto online

So che da uno che scrive articoli polemici non ve lo sareste mai aspettato ma… non sono affatto elettrizzato dalla nuova applicazione Google Foto, così come non lo ero prima dai servizi affini di OneDrive, Dropbox, Amazon.

Il motivo? La risposta breve è che l’Italia è un paese “internetologicamente” ancora troppo debole per gestire i servizi di backup automatico di foto e – soprattutto – video. Data la qualità media della banda sotto WiFi e data la quantità di traffico dati che ci viene offerta in mobilità, trovo francamente impossibile arrischiarsi a lasciare che il proprio dispositivo portatile carichi con disinvoltura centinaia di immagini e filmati: a casa ed in ufficio non riuscirei più a navigare decentemente e fuori casa mi ritroverei con il piano dati LTE prosciugato in men che non si dica.  Così come ho disattivato il backup automatico sull’applicazione default Foto di iOS, così dunque ho cancellato anche la neonata Google Foto.

Ok, mi direte voi, è facile criticare, ma che soluzione proponi? Anche in questo caso ho una risposta breve: Condivisione foto di iCloud. E’ veloce, è perfettamente integrata in iOS e OSX (quindi su Mac non bisogna passare attraverso web app per uploadare) e, soprattutto, è gratuita esattamente come Google Foto. Sì perché, anche se Apple non ne parla, questa modalità di upload delle foto e dei video bypassa completamente la computa dello storage iCloud, permettendovi di caricare illimitatamente e diminuendo la qualità delle immagini davvero di pochissimo. Le foto ed i video possono essere caricati individualmente od in gruppi, quando lo vogliamo noi e dove lo vogliamo noi (quindi non necessariamente a casa occupando tutta la banda del WiFi e non necessariamente fuori casa prosciugandoci i Giga). C’è qualche limitazione nel upload dei video (un po’ come quando si inviano tramite iMessage) in relazione alla durata, ma se avete a che fare con video complessi e lunghi in questo caso consiglio di investire tempo – e denaro – in iMovie Theater, che utilizzo quotidianamente per il backup (a 720p) dei miei lunghi Travel Videos.

Io credo che la gente conosca davvero poco questa possibilità offerta da Apple (e di cui ovviamente non parla perché altrimenti la gente non acquisterebbe più lo spazio extra su iCloud…), ma il mio consiglio è di approfittarne finché resterà disponibile. Io, personalmente, non potrei proprio farne a meno.

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La battaglia dei camerafonini

Il mio Lumia ha una fotocamera da 41 Mega Pixel e lo stabilizzatore ottico: si mangia iPhone a colazione.

Il mio telefono Android ha una fotocamera da 13 Mega Pixel e registra in 4K: iPhone in confronto è ridicolo.

Ragazzi, dimostratemelo. Basta con i numeri. Basta con il tifo sterile. Create un video con i controcoglioni e pubblicatelo su YouTube. E non parlo di un filmato di 27 secondi girato al parco come fanno i tester delle riviste online, e non parlo nemmeno di un video iper editato in un secondo momento da PC: fatemi vedere cosa può uscire direttamente dal vostro telefono, filmando ed editando direttamente da lì.

Se non ci riuscite significa che: 1) siete degli incapaci, e dunque indegni di commentare la concorrenza; 2) avete mentito, e siete consapevoli dell’incapacità di sfornare un prodotto di qualità da parte dei vostri device.

Io mi sono messo alla prova. L’ho fatto in passato con iPhone 5S e lo sto facendo in questi giorni con iPhone 6 Plus. Non sono un regista. Non ho fatto nessun corso di fotografia. Sono solo una persona cosciente del prodotto che ha comprato e che cerca di sfruttarlo fino in fondo, utilizzando soltanto il software di default (Camera e iMovie, al massimo Chromic per i filtri colore). Buona visione…

Tim Cook il magnanimo

Tutto il mondo (o quasi) è rimasto conquistato dall’apparente apertura di Apple agli sviluppatori, attesa concretamente con l’uscita di iOS8.

La possibilità di scegliere che tastiera usare, la possibilità di interfacciare i dispositivi iOS con nuove attrezzature sportive o medicali per monitorare la salute (tramite HealthKit), il boom dei joypad dedicati ai giochi per iPhone e iPad, l’integrazione di nuovi filtri e opzioni fotografiche di terze parti direttamente nell’applicazione ufficiale (e più in generale le API per l’interconnessione possibile tra qualsiasi app), la tecnologia Metal, il nuovo linguaggio di programmazione Swift, la domotica resa possibile da HomeKit… Perfino l’acquisto di Beats.

Tutto questo è stato visto come un segno di apertura, di magnanimità talvolta, di buon senso, di gratitudine verso tutti i programmatori che finora hanno reso grande lo Store di Apple. Ma io ci vedo anche dell’altro.

Ci vedo anche un’inedita arrendevolezza. Samsung é arrivata prima di noi nel campo del fitness? Google nel campo della domotica? HTC nel campo dell’audio per smartphone? Nokia in quello della fotografia? Che ci provi qualcun altro a creare il prodotto innovativo targato Apple, noi vi lasciamo le chiavi sotto lo zerbino…  entrate e servitevi da soli. E’ come se Apple si fosse arresa all’evidenza che non può e non deve fare tutto da sola. Da una parte, per l’appunto, è incoraggiante e lodevole, perché dimostra che il duropurismo non è sempre la soluzione migliore. Da un’altra parte significa che vedremo sempre meno però quell’eccellenza che si ottiene solo quando è la stessa azienda a creare (o comprare) l’idea, il software e l’hardware. Probabilmente il famigerato iWatch uscirà ma, se il trend resterà costante, i prodotti software e hardware saranno sempre più delegati a terzi. L’acquisto di Beats e delle loro cuffie è un altro suggerimento di questa possibilità. Il concetto stesso di “App ufficiale” perderà consistenza. Tutto sarà interconnesso, sia fisicamente che in maniera astratta.

Se ne va la coerenza estrema, ma arrivano un sacco di soldi in più per gli sviluppatori: che sia anche questo il segno tangibile dell’influenza di Cook sulla nuova gestione dell’azienda?

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Una premiazione seria per le foto da smartphone?

I famosi Ippawards sono arrivati all’ottava edizione e come sempre si prefiggono di premiare le migliori foto realizzate con iPhone.

Gli scatti li potete ammirare nel sito: sono molto belli, alcuni un po’ troppo editati forse, ma tutti comunque validi… degni di vittoria.

Di contro sono stati molti i commenti negativi nei blog da parte degli androidiani/windowsiani, e c’era da aspettarselo: “io posso fare di meglio con il mio Moto G“, “non c’è paragone con una DSLR“, “basta continuare a cliccare a caso e una foto prima o poi verrà bene”, ecc.

Fino a prova contraria tutti questi commenti possono essere veritieri, ma il problema in effetti è che non esiste quasi mai una prova contraria. Allora mi chiedo: perché, se gli altri smartphone hanno un potenziale simile, non istituire anche altre gallery e premi al livello di quelli creati per i prodotti Apple? E’ tutta una questione di pigrizia mentale, oppure le doti degli altri prodotti sono sopravvalutate? Dimostratemelo. Lo dico senza malizia. Sarei estremamente curioso di valutare un po’ di scatti, e sono sicuro che prodotti come il Lumia 1020 – sulla carta – non dovrebbero proprio aver paura di accettare una simile sfida. Io, al momento, più di qualche scatto mediocre su Flickr non riesco a trovare…

Nel frattempo, tenete d’occhio questo sito. E anche questo non promette male.

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Voi che ne pensate?