Apple Watch, un anno dopo

Adesso che tutti – ma proprio tutti – hanno pubblicato una recensione online sul dispositivo personale più controverso della storia di Apple, e adesso che è chiaro che non uscirà a distanza di un anno una seconda versione, sono pronto a dire la mia sulla faccenda.

C’é chi ha scritto tonnellate di righe dopo averlo provato solo per una settimana (il tizio di The Verge con il brufolone in bella vista sulla tempia), c’é chi l’ha indossato un giorno tanto per fare visite facili su YouTube (Brownlee, sto guardando te), c’é chi ci ha ricamato minuti e minuti di piani sequenza mirabolanti sulla propria scrivania e chi ne ha parlato solo per paragonarlo ai dispositivi Android usciti anche 12 mesi prima. Il parere su Apple Watch, in media, é stato uno stanco “meh”, ma ora vorrei direi la mia, e come sempre sarà un commento breve e fuori dal coro.

A me Apple Watch sta piacendo un sacco, e quasi sempre per motivi differenti da quelli che ho letto/visto finora. Ecco le mie considerazioni, punto per punto:

  1. E’ l’iPod Nano touch definitivo. In molti, all’uscita della sesta iterazione di iPod, avevano intuito il suo potenziale al polso, ma non essendoci uno store in cui ampliare le sue potenzialità, il massimo che i produttori di terze parti ebbero modo di fare fu creare qualche brutto cinturino e bumper. Invece io al mattino mi alzo, faccio colazione, e parto a piedi per andare al lavoro ascoltando beato la musica del mio iPhone direttamente dal Watch al polso, senza stupidi fili agganciati al bavero della giacca o che spuntano dalla tasca dei jeans: mi basta un’auricolare bluetooth (nel mio caso Jawbone) ed il gioco è fatto. L’iPod più comodo e tecnologico di sempre, per quanto mi riguarda.
  2. Mi permette di controllare in un secondo temperatura, orario, appuntamenti e traguardi fitness senza dover sbloccare o premere nulla. È tutto a portata di polso, basta ruotarlo. Anche questa è una feature che torna molto utile mentre corro o cammino (diciamo dunque almeno 4 volte al giorno in esterno, centinaia di volte in interno). Mai avuto nulla di così semplice prima d’ora.
  3. Mentre guido posso impostare il navigatore sull’iPhone  ma togliendo il volume delle indicazioni vocali, fastidiose se si sta ascoltando musica nello stereo. Ci penserá il polso a vibrare per ricordarmi la prossimità di svolta o altre informazioni di rilievo durante la guida. Il silenzio (di Siri) é d’oro.
  4. Ricevo i messaggi di Messenger, Whatsapp, Skype, iMessage direttamente sul polso ed in maniera molto poco invasiva: nella maggior parte dei casi non dovrò dunque distogliere l’attenzione dal lavoro per sbloccare il telefono e controllare chi sta rompendo le palle con qualche richiesta inutile o qualche battuta che poteva essere rimandata alla sera. Addio scocciature.
  5. Sto tagliando la cipolla in cucina. Ad un tratto mi ricordo che non ho ancora segnato in promemoria la pancetta da comprare al supermercato. Senza dovermi lavare le mani, senza dover estrarre il telefono dalla tasca o un foglietto dal taschino, alzo il polso e dico “Hey Siri, ricordami Pancetta”. Un problema in meno a cui pensare dopo aver finito di tagliare la cipolla.

Come potete vedere, tutte le feature che mi tornano utili durante la giornata non hanno praticamente nulla a che vedere con iPhone o iPad. Per mesi tutti hanno continuato a lamentarsi “il Watch questo non lo può fare, il mio telefono o il mio tablet invece sì”. Cavolate. Un anno fa predissi: come il telefono serve a telefonare, così Apple Watch servirà ad orologiare, e così è stato, per chi ha avuto la pazienza di studiare a fondo il prodotto. Come la natura ha trovato il modo di creare la vita nel Jurassic Park (oddio da quanto sognavo di utilizzare questa similitudine), così Apple Watch ha trovato, e continua a trovare, la sua strada autonomamente, e questo nonostante gli sviluppatori si ostinino a crearne delle App che non sono altro che un versione in miniatura di quelle per iPhone. Apple Watch è un prodotto nuovo e diverso, e come tale va trattato.

Oh, e a tutti quelli che dicono che è da cretini rispondere ad una telefonata o ad un messaggio con un oggetto legato al polso, mi chiedo se si sono mai accorti di tutti quelli che amano dettare i messaggi vocali su Whatsapp tenendo il telefono davanti al naso come se fosse un Walkie Talkie, anziché utilizzare la tastiera QWERTY in dotazione. My two cents.

  

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