Il piacere delle collaborazioni artistiche

Tempo fa provai a costruire un intero album di musica strumentale da condividere liberamente in rete, nella speranza che qualcuno lo trovasse di suo gusto e decidesse di rimaneggiarlo assieme a me. L’album si chiamò semplicemente O.S. (“Open Source”) e costituì l’ultimo disco in studio del mio progetto Seizon. L’idea non ebbe successo (anche perché non mi impegnai mai troppo a pubblicizzarlo), ma mi fa piacere scoprire oggi che non sono l’unico ad aver tentato la strada impervia ma eccitante della musica collaborativa: giusto una settimana fa ho scoperto gli Spiral Shades, una band indo-norvegese dedita ad un particolare mix strumentale di folk acustico.

La cosa divertente (nonché appagante) è che la scoperta è avvenuta perché sono stato io stesso contattato dalla band per una collaborazione a distanza. La collaborazione non prevede la creazione di un brano, ma lo sviluppo di una sorta di videoclip sullo stile documentaristico in cui mi sto specializzando nell’ultimo periodo.

Contenti loro, contento io: a quanto pare il mio nuovo hobby comincia a dare i suoi frutti, e dimostra come possano nascere sodalizi artistici negli ambiti più impensabili. Ad Maiora, Spiral Shades!

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