La magia applicata all’elettronica di consumo

Nell’attesa di andare al cinema la sera a vedere Interstellar (spoiler: mi è piaciuto), ieri pomeriggio ho deciso di prepararmi il palato rispolverando un altro classico di Nolan, vale a dire The Prestige.

Il modo in cui il regista (e lo scrittore Priest prima di lui) ha definito il fenomeno del trucco di magia mi ha portato ad un parallelo sulle modalità con cui viene presentata oggigiorno la tecnologia (keynote e pubblicità), ed in particolar modo sullo stile che ha inaugurato Steve Jobs e che é stato portato ai massimi livelli con la presentazione di iPhone e iPad. Anche Steve Jobs ha sempre utilizzato, non a caso, il termine “magic” per definire i dispositivi Apple, ma il parallelo non si esaurisce qui, anzi.

I maghi, da sempre, sfruttano le nuove tecnologie in uscita per sbalordire il pubblico, applicandole ai propri spettacoli, ai propri numeri di magia: nel film le novità nascevano dalle scoperte del grande Nikola Tesla, ma se ci pensiamo bene l’acquisizione di Apple di numerose startup – che precede sempre l’uscita di un nuovo prodotto – è, di fatto, la stessa cosa: si acquisiva Xerox per stupire con l’introduzione del mouse tanti anni fa, si acquisiva AuthenTec per stupire con il Touch ID pochi mesi fa. Nessuno alla Apple è un genio dell’elettronica o dell’informatica, e così pure non lo sono i maghi: la vera magia sta nel riuscire ad applicare il nuovo, l’inatteso, a qualcosa di comune. I maghi sono tali quando riescono a vendere bene quella piccola cosa che solo loro conoscono fino in fondo.

Questo è anche il motivo principale per cui Apple, a differenza ad esempio della maggior parte delle case produttrici di hardware e software per smartphone e tablet, non sbandiera volentieri i dati tecnici dei propri prodotti: alla gente che vuole essere stupita non interessa davvero che venga svelato il trucco di magia… a meno che non voglia intraprendere a sua volta quella professione. Finché il mistero permane, ed il trucco funziona, il prodotto ed il servizio si vendono benissimo. Se vuoi che un prodotto venga ricordato a lungo, è molto meglio dire “it works like magic” piuttosto che elencare RAM, processore, e Megapixel.

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