Il vento sta cambiando

Le grandi aziende evolvono continuamente, ma a volte il processo evolutivo è talmente lento che non ci rendiamo conto del cambiamento in atto. Talvolta sono loro stesse a suggerire la direzione che hanno intenzione di prendere, ma noi siamo così assorbiti dai particolari da non riuscire ad accorgerci del quadro complessivo.

Microsoft. Apple. Google. Negli ultimi 7 giorni tutte e 3 queste super potenze hanno sussurrato qualcosa tra le righe, qualcosa di importante, ma nessuno ci ha badato eccessivamente.

1) Microsoft, durante la presentazione a Milano di Surface 3, ha detto di essere cosciente del prezzo eccessivo del prodotto ma di non esserne preoccupata. Il motivo è che Surface 3 vuole essere un prodotto di nicchia riservato a pochi, l’essenza della qualità che si può raggiungere nel suo particolarissimo settore ma senza rivolgersi alla massa. Insomma, il messaggio è chiaro: non ce ne frega nulla se non avremo successo anche stavolta, tanto continueremo a fare i soldi con le licenze a terzi. Microsoft non ha intenzione di rivoluzionarsi e tornare a dettare legge sul mercato. Le coperte sono troppo morbide e calde, meglio restare a letto.

2) Apple, secondo quanto affermano fonti particolarmente affidabili, non svilupperà più Aperture. Questo potrebbe essere il primo passo esplicito verso l’abbandono totale del software Pro: prima Aperture, sostituito da Photos/iPhoto, poi magari anche Final Cut e Logic, sostituiti da versioni potenziate di iMovie e GarageBand. Apple, se proprio deve scegliere, preferisce rivolgersi solo alle masse, al mercato Consumer. Perché é così, che si fanno i veri soldi.

3) Google nell’ultima settimana ha presentato la sua personalissima versione di Apple Continuity, la quale permetterà di utilizzare i servizi Android direttamente sullo schermo… del Chromebook. Al momento infatti non si è parlato della possibilità di integrare questi servizi anche su Windows (ma la faccenda potrebbe cambiare in futuro). Google, in altri termini, cerca sempre più di svincolarsi dai rivali, non vuole essere più “quella che ci guadagna con i servizi e che regala i prodotti”. Che esca oppure no la famigerata serie premium dei suoi smartphone, la cosa certa è che quantomeno i Chromebook diverranno una realtà sempre più importante per Google e sempre più costosa per gli acquirenti (Chromebook Pixel docet) perché ormai la gente comune apprezza appieno il suo software, oltre che i suoi servizi, e la gente quando é pienamente soddisfatta é anche disposta a spendere.

Siamo stati avvisati, seppur tra le righe: prepariamoci ad un 2015 particolarmente spiazzante.

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