Ora so a cosa serve iPad

Ci sono voluti quasi 4 anni per trovare la forza di mostrare le carte in tavola. Prima c’erano i bluff, c’erano le intuizioni, c’erano i  fraintendimenti, c’erano le grandi speranze. Ora, grazie alla presentazione di OSX Yosemite e iOS 8, finalmente è chiaro dove andrà a parare l’era Post PC.

E la realtà dei fatti è che il termine Post PC non ha una connotazione temporale (o almeno non principalmente) ma è più che altro un’indicazione di un preciso workflow. In altre parole: scordiamoci, almeno nell’immediato, di poter rinunciare al caro vecchio Personal Computer per lavorare, perché il tablet – e nel caso specifico iPad – serve solo ad aiutarlo. Non a sostituirlo. Post PC significa che “dopo aver usato il PC, mi sposto sul tablet” e non “dopo l’era del PC, ci sarà quella del tablet“.

Suona banale, ma nel mondo del lavoro non lo è poi tanto. In ambito domestico, prettamente consumer, il tablet in effetti può sopperire senza problemi alla mancanza di un Personal Computer, ma questo solo perché si tratta di usarlo come strumento di comunicazione (messaggeria, social network, videochiamate, giochi). Anche alcune categorie di lavoro hanno trovato estremo giovamento dall’inclinazione “casual” del tablet, ma solo quelle categorie che già prima utilizzavano il computer in maniera limitata (penso ad esempio a tutti i rappresentanti che sono passati dal laptop al tablet e hanno guadagnato in leggerezza nel momento in cui devono presentare i progetti ai clienti in giro per il mondo, o devono creare semplici file di testo o di numeri). Ma il vero utente prosumer torna sempre alla sua postazione originale. C’era la speranza che i programmatori avrebbero trovato il sistema di ottimizzare tutte le interfacce comandi anche per il touch, ma la svolta – almeno negli ultimi 3 anni – non c’è mai stata realmente. Troppo difficile la conversione? Troppo costoso? Troppo sopravvalutato il tablet? Chissà. Fatto sta che non potrò mai utilizzare il mio iPad con il plotter da taglio, ad esempio.

Apple finalmente ha chiarito la funzione di iPad presentando il concetto di Continuity e Handoff: inutile girarci attorno, iPad serve a continuare il lavoro del Personal Computer nelle condizioni di estrema necessità. E nient’altro. E’ dura da accettare, ma è così. Possiamo pure sostituire la parola iPad con Surface, ma il discorso non cambia, o cambia pochissimo, perché la realtà dei fatti rimane questa. Non fraintendetemi, ciò non toglie nulla all’eccellenza del prodotto presentato nel 2010, ed i numeri di vendita lo testimoniano: è solo che forse oggi è un po’ meno “magical” di allora. La favola è diventata realtà: mantiene il suo potente messaggio, ma in toni grigi, molto meno vividi di un tempo.

iPad servirà a continuare la creazione del file di testo che avevamo sul Mac (o su Windows), servirà a rispondere alla telefonata o agli SMS ricevuti sull’iPhone, probabilmente presto potrà anche aiutarci a rifinire il progetto iMovie su cui stavamo lavorando al portatile. E’ tutto grandioso, ma che sia un punto di arrivo, un punto di partenza, o un punto di transizione, iPad raramente potrà completare l’intero tragitto da solo, e non sarà mai un PC. Piuttosto un giorno si vedrà se, grazie all’architettura ARM che si sta già annusando nell’aria, sarà il PC a trasformarsi definitivamente in un potentissimo tablet e solo allora il termine Post PC acquisterà pieno significato.

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