Voglio un telefono grande anzi no

Oggi riflettevo su una cosa che, a quanto pare, è passata abbastanza inosservata.

Il mercato dei phablet è in fermento, in pieno boom, e questo farebbe pensare che la gente voglia a tutti i costi un telefono gigante. Ma sarà davvero così?

Se da una parte, in effetti, gli smartphone stanno diventando sempre più grandi (fino ad un anno fa avrei ritenuto impensabile che il trend partisse dai 5 pollici e mezzo) c’è da valutare anche l’interesse crescente per i dispositivi indossabili. I due maggiori portavoce di questa categoria attualmente sono Samsung con il suo Gear, e Google con i suoi Glass. Lo scopo degli indossabili è permettere di telefonare, controllare messaggi veloci, usare il navigatore… in modo tale da non avere le mani impegnate. Perché i phablet, di fatto, sono troppo ingombranti.

Ma non vi suona un po’ strano tutto questo?

Parlando di articoli di tendenza, in principio fu l’iPhone 4, abbinato all’iPad. Poi l’iPhone si è allargò ed arrivò il Nexus 4, abbinato al Nexus 10. Poi il Nexus si allargò a sua volta e nacque il Galaxy Note 3, abbinato tuttavia a qualcosa di molto più piccolo, vale a dire il Samsung Gear. In altre parole all’inizio si comprava uno strumento solo per telefonare, e più piccolo era il telefono e meglio si telefonava – dal momento che la lunghezza del dispositivo non dovrebbe superare la distanza che intercorre tra orecchio e mascella, grossomodo – e per messaggiare con una sola mano. Quando serviva maggiore spazio bastava flippare il dispositivo in orizzontale, o si passava al tablet. Mi ricordo una puntata di Futurama in cui Amy per sbaglio inghiottiva il suo minuscolo cellulare: “all’epoca” il futuro sembrava tendere alla miniaturizzazione.

Eppure ad un certo punto i produttori decisero che la gente anela a qualcosa di più grande, che flippare costa troppa fatica, e che nel frattempo l’orecchio si é terribilmente distanziato dalla bocca. L’idea di utilizzare un grande tablet Android per le operazioni più “estreme” (vale a dire messaggiare e forse editare qualche video, visto che programmi come GarageBand esistono solo su iOS) apparve improvvisamente orribile: meglio rinunciare al Post PC e portarsi appresso solo un gigantesco telefono adatto ad ogni evenienza.

Ma a quanto pare oggi i produttori cominciano a ricredersi e, forse, è tornata la nostalgia di poter utilizzare qualcosa di molto piccolo, almeno per le funzioni più frequenti, relegando il voluminoso phablet al fondo della borsa… come si faceva prima con il tablet. Ma tra il futuro ed il passato dei dispositivi piccoli ci sono almeno due differenze abissali:

1) Prima erano i piccoli ad essere dotati di modulo cellulare, mentre ora i piccoli (indossabili) devono connettersi (wireless) al padellone per poter essere utilizzati in mobilità: in assenza di questa connessione risultano di gran lunga meno utili dei tablet;

2) Prima avevano una forma per così dire normale (vale a dire la forma di uno stramaledetto, banalissimo, rassicurante telefono), mentre ora assumono le sembianze più disparate, come nel caso dei fin troppo futuristici occhiali di Google.

A voi le conclusioni: si stava meglio quando si stava peggio? Riusciranno l'”effetto glamour” e le potenzialità nel campo del fitness a dare un senso ai dispositivi indossabili?

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