Il caos dei messaggi di testo

Hangouts finalmente si aggiorna ad iOS7, ma continua ad essere una città fantasma. Tutto sommato posso intuire come mai Google abbia impiegato così tanto ad aggiornarla. Potrebbero aver pensato: ma chi me lo fa fare? Se il loro pensiero fosse effettivamente questo non si tratterebbe certo di un atteggiamento positivo, ma è con il pragmatismo che si campa oggigiorno, e poco conta il fatto che forse il programma non venisse usato proprio a causa del mancato aggiornamento (questo si vedrà).

Facciamo un po’ il resoconto di cosa abbiamo per le mani finora: c’è Apple con iMessage… c’è Facebook con Whatsapp… c’è Microsoft con Skype… e naturalmente Google con Hangouts. Sono quattro differenti filosofie (senza contare i vari fratelli minori come Viber, WeChat, Tango o il nuovo astro nascente Telegram) che tuttavia creano un’unica colossale confusione sulla nostra springboard: una confusione che mi ricorda pericolosamente quella di 10 e più anni fa, quando su Internet si prendevano a cazzotti per accaparrarsi utenti i vari ICQ, MSN Messenger, Skype, mIRC, C6, TalkTalk. Un delirio di finestre aperte sullo schermo del PC, un delirio di login da memorizzare, un delirio di avatar da caricare. Insomma un delirio, risolto solo dall’avvento di Adium, Imo e compagnia bella. Evviva! Peccato che ora siamo punto e accapo.

Com’è possibile che alla gente, alla generazione dei dispositivi ultra portatili, non importi di mettere un po’ di ordine in questo caos, magari scegliendo tutti lo stesso servizio… che ne so, ad esempio Hangouts? Resterebbero (attualmente) esclusi soltanto i Windows Phone, ma forti del loro Skype non ne sentirebbero troppo la mancanza, dal momento che la app di Microsoft costituisce un’istituzione a se stante che da certi punti di vista non teme rivalità. Sembra davvero che alla gente piaccia il casino. Non per ribadire i soliti concetti, ma finora soltanto Apple si è impegnata al cento per cento ad integrare la sua chat nel servizio di messaggeria ufficiale: iMessage è un tutt’uno con gli SMS, e nella sua versione Desktop è addirittura possibile mescolarlo con Hangouts (grazie al protocollo di Jabber). Google ci sta provando, ma il sistema scricchiola ancora un po’. Microsoft ed il suo Skype salutano da lontano. Facebook/Whatsapp cerca domicilio un po’ da tutti e 3 i padroni di casa e quindi non fa testo (non ancora).

Dove andremo a finire?

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