Il (finto) problema di Windows 8

Che  gran parte degli utenti Windows si sia trovata in crisi utilizzando Windows 8 non è un mistero: se ne parla un po’ ovunque nel web anche perché – a quanto pare – la versione 8.1 non risolverà in maniera drastica i problemi finora riscontrati.

La cosa che – sempre a quanto pare – è passata inosservata è che il difetto principale di Windows 8, la home screen con Live Tiles, non è altro che una delle feature introdotte da OSX Lion. Avete capito di cosa sto parlando? Ma sì, dai, non avete mai trovato similitudini tra Tiles e Launchpad?

Detto questo, non voglio assolutamente insinuare che Microsoft abbia copiato da Apple: al pari di Live Tiles, alla fine Launchpad resta una ricostruzione desktop della struttura della springboard di iOS, vale a dire l’unico modo di accedere alle app sfiorandole con un dito. Era dunque inevitabile che anche Windows avrebbe adottato un sistema “similare”, a maggior ragione perché i nuovi portatili supportati da Microsoft si trasformano, reversibilmente, in tablet. Nulla vieta peraltro che Microsoft abbia iniziato a sviluppare Live Tiles prima del Launchpad Apple. Ed ecco che arriviamo così al nocciolo della questione: come mai Launchpad non ha suscitato lo stesso scalpore di Live Tiles pur mantenendo, nella sua più intima essenza, lo stesso principio di fruizione? Semplicemente perché Apple non ha proposto Launchpad come novità assoluta ed irrinunciabile, ma come accessorio al sistema di avvio classico: ha tenuto l’applicazione in disparte, quasi nascosta, perennemente “in beta” (se pensiamo ai suoi continui rimaneggiamenti sulla grandezza delle icone, sulla fluidità, sulla creazione delle cartelle, ecc). E’ un rimando ad iOS, ma senza nessuna imposizione di utilizzo. Anzi, a dirla tutta nel 2014 ancora non c’è nessun modo di avviare Launchpad come finestra principale.

Di fatto, quindi, il problema di Windows 8 è un problema di facciata. E’ finto. Sarebbe bastato aiutare gli utenti fin dall’inizio ad entrare nella sua nuova concezione, ma la fretta di guadagnare terreno sui concorrenti, per certi versi avanti anni luce, è stata una cattiva consigliera per Microsoft. A questo bisogna aggiungere che la diversità tra Start classico e Tiles è molto marcato (alcuni l’hanno definito un “Frankenstein”), mentre Launchpad, per qualche motivo, dà un’idea di maggiore equilibrio e di coerenza. A questo punto, a mio avviso, non resta che vedere come evolverà il concetto di tablet nei prossimi tempi: se dovessero avere la prevalenza assoluta sui PC e sui Mac il concetto di Tiles allora, per assurdo, potrebbe rivelarsi molto più efficace di Launchpad, ed in generale della struttura della springboard di iOS (ormai un po’ datata). Nel caso invece in cui i sistemi desktop continuassero a mantenere i propri spazi nelle aziende, o nel caso in cui si inserisse un terzo contendente, una novità concettualmente assoluta, allora Microsoft avrebbe perso ancora una volta, e forse una volta di troppo.

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