Alla ricerca della portatilità di qualità

Vi ricordate che in passato avevo parlato del paradosso dei phablet?

A quanto pare, questi ingombrantissimi telefoni continuano ad imperversare nel mercato ed a mietere consensi, motivo per cui mi sento obbligato a ribadire il mio punto di vista: stiamo davvero andando nella direzione giusta?
Gli all in one sono davvero in grado di offrire lo stesso servizio dei prodotti specializzati in un’unica funzione?

Nella foto in allegato vedrete un riassunto della mia strumentazione attuale: Kindle Paperwhite per la lettura dei testi, Sony RX-100 per la fotografia, Nintendo 3DS XL per i videogiochi. Sono 3 strumenti portatili esattamente come smartphone e tablet, leggeri e poco ingombranti, ma ognuno di essi garantisce una qualità superiore nella propria categoria. Libri, foto e videogiochi sono 3 funzioni secondarie dei tablet, o almeno è quanto disse Steve Jobs durante la presentazione di iPad nel 2010: secondo lui in realtà il tablet avrebbero soltanto dovuto fare da ponte tra il pc portatile e l’iPod Touch, migliorando la fruibilità del web, la visualizzazione delle foto e la visione dei film. Mancava e manca ancora oggi la possibilità di effettuare chiamate (escluso il VOIP), e questo è stato probabilmente l’aspetto chiave del successo dei phablet (come del resto il nome suggerisce).

Da parte mia, continuo a preferire che ogni aspetto resti separato (se serve a migliorarli), anche se è innegabile che gli smartphone, grandi o piccoli che siano, abbiano portato grandi vantaggi soprattutto dal punto di vista del risparmio economico. Costi a parte, iOS  – e in misura minore Android e Windows8 – in più hanno introdotto il concetto di “massima integrazione” tra le varie funzioni: con un semplice tap sullo schermo si può scattare una bella foto, modificarla e condividerla in rete o sul proprio cloud personale; si può acquistare un libro interattivo e leggerlo su qualsiasi dispositivo con lo stesso account; si possono comprare migliaia e migliaia di videogiochi al costo di un caffè.  Non è poco, in tempo di crisi.

Ma se uno è alla ricerca non della “massima integrazione”, bensì della “massima qualità” tra i dispositivi portatili… le mie personalissime ultime parole restano ancora “Amazon, Nintendo, Sony”, perché nulla riesce a soddisfarmi di più di uno schermo e-ink per le letture prolungate, di un videogioco sviluppato dopo anni di ricerca e grazie al lavoro congiunto di centinaia di programmatori, e di una macchina fotografica realmente versatile e potente.

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