Tutte le compagnie telefoniche sono (penosamente) uguali

Il titolo potrebbe sembrare un inno alla banalità – e probabilmente lo è – ma va detto, a mia discolpa, che in genere il messaggio d’odio per le compagnie telefoniche arriva dai privati: ragazzi scontenti dei piani telefonici del telefonino, o famiglie disperate per i continui problemi alla linea ADSL di casa.

Nel mio caso, invece, il problema è a livello aziendale.

Si dirà: un’azienda gode certo di maggiori benefici visto che mediamente paga anche tariffe più elevate, no? In effetti, un vantaggio nel firmare un piano aziendale sta quantomeno nell’avere sempre a propria disposizione un tecnico (Telecom) pronto ad uscire per qualsiasi problema alla linea. Tuttavia, capita fin troppo spesso che i problemi non siano legati ad un malfunzionamento interno, ma a qualcosa di più esteso che neanche loro sono in grado di risolvere: la linea ADSL smette di funzionare per diverse ore, senza motivo, oppure la banda disponibile si restringe improvvisamente. Ecco dunque che, noi aziende, ci troviamo costrette a telefonare decine di volte e a parlare sempre con operatori diversi, ognuno pronto a fornire una soluzione – ma in genere diametralmente opposta – del problema. Le ultime incredibili proposte che ci sono state fatte per migliorare la situazione denotano una progressiva follia:

1) “Vi manderemo un nuovo router, uguale al precedente, e vedremo se la situazione si risolve”;

2) “Vi manderemo un router diverso dal precedente (denominato “WiFi”, anche se non si capisce che cazzo vuol dire), a vostre spese (50 Euro), e vedremo se la situazione si risolve… inoltre proveremo ad aggiungervi “qualche Mega di traffico”;

3) “Provate un momento a collegarvi via ethernet al modem così controllo in remoto. Ah, come dite? In genere utilizzate il router via WiFi? Allora non è un nostro problema. Dovrete chiamare un tecnico od un numero a pagamento, a vostre spese”.

Ovviamente non è migliorato nulla. La cosa più incredibile è che nessuno dei “tecnici” ha mai accennato alla possibilità di qualche cambiamento radicale del contratto… ad esempio proponendo la fibra ottica, ben pubblicizzata sulle pagine Internet (sì, sì, ho controllato, la nostra zona è coperta).

La mia ditta è passata a Telecom dopo aver sudato sangue, più di 7 anni fa, con un terribile contratto Fastweb, da cui è riuscita ad uscire solo per vie legali. Telecom sta diventando altrettanto ingestibile e le motivazioni, nonostante le risposte insulse degli operatori telefonici, sono facili da comprendere: le linee sono vecchie, usurate e sature di dati. Non serve a nulla proporre più “Mega di traffico”, perché sarebbe come proporre una damigiana al posto di una fiaschetta: il collo di bottiglia è sempre lo stesso. Andrebbe smantellata tutta la linea e ricostruito tutto da zero… ma sappiamo bene che nessuno lo farà mai.

Morale della favola: un blogger come Federico Viticci di MacStories farebbe bene a starsene zitto, anziché ringraziare Telecom pubblicamente su Twitter solo perché ora è riuscito a riavere la linea ADSL di cui Fastweb l’aveva indebitamente privato per delle settimane. O, almeno, potrebbe tirarsela meno (chissà poi perché sono sempre i blogger italiani ad avere la puzza sotto al naso) e rispondere ai tweet di chi – uno a caso – questa esperienza l’ha già provata sulla propria pelle. Fare pubblicità a chi non se la merita non serve proprio a nulla. Anche perché, sapete, oggi la scocciatura tocca alle aziende… domani potrebbe toccare anche ai privati.

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