Zelda: a link to the digital copy

Come sapete, in questo blog non tratto per filo e per segno tutte le novità tecnologiche, ma cerco di concentrarmi unicamente sugli eventi che da una parte mi hanno emozionato, e dall’altra vengono trattati poco dal resto della stampa.

Ció che mi ha suscitato emozioni oggi, seppur negative, è stato l’unboxing del nuovissimo The Legend of Zelda: A Link Between Worlds. Non ho intenzione di recensire il gioco (sarebbe decisamente banale), ma soltanto far notare una cosa che, a quanto pare, non è stata osservata da nessuno, ma che ció non di meno io reputo gravissima: per la prima volta, dal 1987 ovvero da quando ho cominciato a scartare confezioni di videogiochi Nintendo, manca il booklet.
Completamente. Svanito.

Il presagio di questa funesta evoluzione della distribuzione dei giochi fisici era nell’aria da un po’ di tempo: già in Super Mario 3D Land, ad esempio, le istruzioni si limitavano ad un opuscolo ripiegato, ma oggi si è passato un limite importantissimo e che credevo invalicabile.
Personalmente ho sempre reputato l’unboxing e la seguente lettura del libretto di istruzioni, in genere coloratissimo e suggestivo, come un antipasto irrinunciabile prima della fruizione vera e propria del prodotto.

Non dimenticherò mai Ninokuni per Nintendo DS ed il suo incredibile libro degli incantesimi: un tomo che già da solo valeva il costo complessivo (un costo elevato, tra parentesi) del prodotto. Ma se da una parte Ninokuni rappresenta un caso limite, una provocazione che per ovvie ragioni non può essere seguita dal resto della produzione videoludica, è innegabile che abbia dimostrato come sia possibile investire energie su questo versante senza che la casa produttrice debba svenarsi o perdere di vista l’obiettivo primario, vale a dire sfornare anche un ottimo videogioco. Si può avere un bel booklet ed anche un bel gioco, ed i due aspetti finiscono per acquisire un legame importantissimo ed inscindibile.
Oggi il minimalismo ha lasciato spazio ad una scelta commerciale pessima, probabilmente dettata dalle “ristrettezze economiche” in cui versa Nintendo, ma che comunque non trovo del tutto giustificabile.

A questo punto arriva il grande interrogativo: considerato l’andazzo, ha ancora senso acquistare la copia fisica?
Secondo me, purtroppo, non più.

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