Abbiamo davvero bisogno dei Rumors?

Recentemente -ma forse neanche troppo di recente- sono rimasto sopraffatto da conati di vomito alla vista di una singola, insignificante parola alla fine dei titoli delle news: rumor.

Il motivo è che, soprattutto per quanto concerne Apple, l’idiozia ha superato la fantasia. Lo sappiamo noi e lo sanno loro: i rumor si pubblicano fondamentalmente per mantenere alta la tensione. Infatti, da una parte bisogna pensare agli interessi in borsa, ed una mancanza di novità -per quanto apparenti, fantasiose o idiote possano essere- per vari motivi si ripercuote sul valore dei titoli quotati; d’altra parte anche la gente, soprattutto quella facilona, ha bisogno di sentirsi sempre su di giri, ringalluzzita da qualche sussurro in rete. E le webzine ringraziano, sommerse dai remunerativi click.

Ora, per fare un esempio, vorrei sapere se c’era davvero bisogno di pubblicare in ogni dove la notizia dell’incredibilmente autorevole (sì sono ironico) giornale taiwanese Commercial Times, secondo cui l’iPhone 5S subirà ritardi a causa del display più grande.

Chiunque abbia un po’ di sale in zucca (sospetto pochi) deve per forza di cose aver imparato che Apple aggiorna il form factor di un dispositivo ogni due anni, a meno che non sia una novità appena uscita e che quindi ha bisogno di frequenti restyling prima di stabilizzarsi (il passaggio da iPad1 a iPad2, il passaggio da iPhone2G a iPhone 3G, ecc). E’ dunque più che improbabile che iPhone 5S avrà un aspetto esteriore diverso da iPhone 5. Se così non fosse, Apple non si chiamerebbe Apple. Al massimo Samsung.

Notizie di questo tipo dunque sono offensive un po’ per tutti, in primis per la nostra intelligenza, ma a quanto pare funzionano ancora alla grande: la borsa si risolleva e la gente si ringalluzzisce. Insomma, nessuno impara mai dai propri errori. Per non parlare poi delle simulazioni in 3D di fantomatici nuovi dispositivi, create ad hoc da qualche studio grafico in cerca di gloria. In quel caso il problema si amplifica, perché va a intaccare ancora più a fondo la filosofia Apple, ed in particolar modo -nella maggior parte dei casi- diventa offensivo nei confronti del lavoro di grandi artisti quali Jony Ive: le simulazioni infatti non si avvicinano neanche lontanamente allo spirito originale di Apple.

In conclusione: abbiamo bisogno di tutti questi rumor? Io credo in tutta franchezza che inizialmente mi mancherebbero, perché è bello leggere ogni giorno qualche novità in rete (il gossip da spiaggia continua ad avere il suo fascino), ma poi me ne farei una ragione, e mi godrei molto di più la sorpresa del prodotto finito, presentato in pompa magna al keynote di turno.

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