La mia opinione sulle icone di iOS7

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Nelle corso delle ultime settimane, ne sono state dette veramente tante sulla nuova grafica di iOS7.

C’è stato chi l’ha apprezzata (pochi, per la verità, o comunque meno di quanto mi aspettassi), c’è stato chi l’ha definita un fail pauroso. Ci sono stati i grafici che, righello alla mano, hanno dimostrato i suoi errori stilistici; ci sono stati i filosofi artistici che l’hanno definita una nuova strada verso il futuro. Nessuno è stato d’accordo su qualche punto e, quel che è peggio, nessuno ha mantenuto la propria opinione iniziale: qualcuno ha rivalutato lo stile in un secondo tempo, qualcuno l’ha bocciato definitivamente.

Il problema alla base di tutto è stato l’aspettativa: da Ive ci si aspettava minimalismo puro, e decine di grafici si sono sperticati in mockup assurdi per dimostrare come dovrebbero apparire in realtà le icone.

Diversamente da tutte queste persone, io ho avuto un’opinione fin dal principio, e l’ho mantenuta. Quello che ha richiesto del tempo è stato trovare il motivo di tale sensazione positiva, e questo perché la grafica di iOS7, a mio modesto modo di vedere, nasconde una profondità inaspettata. Secondo me l’obiettivo di Ive, giustamente, era quello di creare un ponte per il futuro, senza rinunciare in toto al passato. Traducendo all’atto pratico, ciò si risolve amalgamando quanto possibile la sua vena minimalista con lo sfumato scheumorfismo del passato. Cosa difficile, ma non impossibile, e credo che il risultato sia lodevole. D’ora in avanti (cioè da iOS8 in poi) le icone avranno modo di appiattirsi progressivamente, trasformandosi in qualcosa di completamente nuovo.

I parametri che ho individuato per arrivare a questo risultato sono stati essenzialmente quattro, ed interconnessi tra di loro:

– Accoppiare le icone 2 alla volta (per un totale di 11 coppie) e disporle in maniera sistematicamente caotica (ovvero razionalmente, ma senza darlo a vedere… fa molto “arte giapponese”) sulla springboard;

– Quando necessario mantenere icone sfumate (nel caso in cui il vettoriale puro non basti a suggerire l’idea), quando possibile utilizzare campiture compatte;

– Utilizzare una palette coerente;

– Non snaturare il disegno originario delle applicazioni storiche che non hanno mai subito pesanti restyling (ad esempio Safari: ha sempre avuto la bussola/rosa dei venti, sarebbe stato controproducente cambiare la simbologia proprio ora).

Le coppie che ho individuato, come dicevo, sono 11, ed è stato complesso individuare il criterio alla base proprio perché sono state sparse in maniera sistematica un po’ ovunque, in modo tale da non appesantire la percezione di un certo stile grafico. Esse sono le seguenti:

1) Maps – Newsstand

2) Weather – Videos

3) Phone – Messages

4) Mail – Music

5) iTunes Store – App Store

6) Safari – Passbook

7) Reminders – Notes

8) Calendar – Clock

9) Photos – Game Center

10) Settings – Camera

11) Compass – Stocks

Ora riassortite le icone… guardatele a coppie… e chiedetevi ancora: “è stato tutto disegnato a caso, o c’è una qualche profonda, subdola, geniale intuizione in tutto questo?”

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