Il futuro dei portatili è in mano a Google

Stavo quasi per acquistare un MacBook Pro Retina, ma poi ho ragionato, e ho capito che non sarebbe stato saggio.

Il problema è che, allo stato attuale delle cose, il Pro (Retina) non rappresenta un investimento a lungo termine: in se’ la tecnologia è ottima, all’avanguardia. Ma fuori contesto.

Potremmo dire, osservando la questione da un diverso punto di vista, che il Retina guarda correttamente al futuro, ma con un solo occhio aperto, e la zavorra che lo tiene saldamente ancorato al passato tecnologico è il suo stesso sistema operativo.

Infatti, se da un lato ormai è appurato come uno dei principi cardine del futuro dei computer sia l’Alta Definizione, da un altro lato non va dimenticata la necessità della velocità istantanea delle operazioni, soprattutto in mobilità. Il Retina, in particolar modo nel formato da 13”, appesantisce molto la visualizzazione dei documenti multimediali, ma oltre a questo resta la gravissima pecca della reattività dei servizi Cloud sotto copertura Wifi:

– iMessage raramente riesce a sincronizzare contemporaneamente i messaggi sia su iOS (dove arrivano prima, molto prima) ed OSX;

– Promemoria non si aggiorna istantaneamente, e spesso la cancellazione di una notifica da OSX non si ripercuote anche su iOS;

– iWork a sua volta fa molta fatica a registrare le modifiche ai documenti in tempo reale: da questo punto di vista i servizi di Chrome sono avanti anni luce.

Il problema a mio avviso è lo stato di “sleep” costante dei servizi sotto copertura Wifi, che devono essere risvegliati forzatamente al fine di garantire una sincronizzazione efficace. Con iPad, probabilmente per merito del 3G che costantemente spalleggia il Wifi, non ho mai avuto questi problemi. Avrà pure molto meno potere computazionale del mio MacBook Pro, ma almeno non delude (quasi) mai quando si parla di reattività, e del famoso motto “It Just Works”.

Il MacBook Pro Retina ha poi un altro grande problema, che deriva dal suo essere prematuro: moltissimi siti non contengono immagini ad alta risoluzione e loghi vettoriali. Di conseguenza navigare nel web, con una risoluzione simile, nella maggior parte dei casi crea solo fastidio alla vista, dovendo l’occhio continuamente sforzarsi nel mettere a fuoco le immagini sgranate a bassa risoluzione, per poi rilassarsi durante la lettura dei testi ultra definiti. Che sia un caso che, nella maggior parte dei negozi in cui è possibile provare il Pro Retina, si possa testare Safari solo navigando nel sito Apple, uno dei pochi ad essere quasi interamente ottimizzato? La gente in questo modo si convince della perfezione e dell’indubbio vantaggio del nuovo display ma, come abbiamo visto, questa attualmente resta una mezza verità.

Escludendo Apple, cosa stanno facendo le altre grandi aziende? Molte stanno provando a rendere Windows 8 più definito (in primis la cara vecchia Microsoft), ma anche lì la strada è lunga, e per motivi molto simili a quelli affrontati.

L’unica vera alternativa, al momento, resta il ChromeBook Pixel, che sta cercando di recuperare terreno provando una strada completamente diversa, inizialmente impervia ma successivamente tutta in discesa, vale a dire quella dell’affidare l’hardware ad un sistema operativo interamente studiato per rendere migliore la navigazione web. Chromium è un sistema operativo acerbo, inutile se bisogna lavorare con i software classici di grafica e fotografia, ma dotato di un grandissimo potenziale, soprattutto perché il ChromeBook Pixel dispone di quell’ormai essenziale modulo cellulare di cui parlavo prima, e che manca a tutti i portatili Apple. Resta da risolvere la questione dell’ottimizzazione delle pagine Web, ovviamente, ma per questo ci vorrà ancora molto tempo.

Insomma, iPad e l’era PostPc hanno aperto la strada ad una nuova concezione del lavoro in mobilità: ora spetta a tutti, soprattutto ai competitor come Google, dimostrare di saper innovare ulteriormente e rendere concreta l’intuizione iniziale.

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EDIT: Alla fine l’ho comprato lo stesso. E sapete una cosa? Non me ne pento affatto. Tutte quei problemi elencati sopra, sostanzialmente valevano solo per il mio “vecchio” MacBook Pro del 2010. Incredibile ma è così. Persino la questione dello sleep apparente sotto Wifi. Tutto risolto, tutto passato. Evidentemente il trio “nuovo modulo Wifi – SSD – Power Nap” è riuscito a rendere tutto istantaneo, dall’avvio di sistema alla sincronizzazione del cloud. E vogliamo poi parlare della visualizzazione attraverso il retina? Basta scalare a 1440×900 per ottenere un risultato quasi perfetto. C’è sicuramente un margine di miglioramento, ed un modulo 3G sarebbe stato meraviglioso… ma siamo di fronte ad una macchina eccezionale.
Un difetto, e grosso, comunque ce l’ha: la qualità del segnale Wifi. Speriamo che si possa risolvere via firmware.

In qualsiasi caso, scusate per il depistaggio iniziale…

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