Google simbolo di mentalità vincente

A poche ore dal termine della prima giornata di I/O 2013 by Google, posso esprimermi su uno dei tanti elementi di novità presentati dall’azienda di Mountain View.

Molte cose sono state dette ieri, ma l’unica che ho trovato davvero significativa (dato il mio punto di vista assolutamente esterno ed estraneo alla cultura Android) è l’introduzione del servizio di messaggistica denominato Hangouts. Escludendo il nome scelto, di dubbia presa sul pubblico extra americano -scelto più per mantenere una continuità con le denominazioni dei servizi utilizzati in passato, che per una precisa scelta stilistica ben ponderata- bisogna dire che il programma è stato ideato proprio bene.

Hangouts, sulla carta, può fare meglio di tutti i programmi importanti cross platform visti finora: è più allettante di Whatsapp perché è gratis, permette di effettuare anche videochiamate, ed è disponibile da subito anche per iPad, senza dover ricorrere a Cydia. E’ più allettante di Viber perché una videochiamata (addirittura di gruppo) in ambiente di lavoro può tornare molto più utile di una semplice telefonata VOIP, perché esiste anche in versione iPad, e perché i server di Google saranno sempre infinitamente più affidabili e stabili di tutti gli altri (ho perso il conto delle volte in cui la chiamata effettuata con Viber è risultata incomprensibile al chiamante o al ricevente). E’ più allettante, probabilmente, anche di Skype perché, oltre a vantare un segnale di ricezione più forte (fino a prova contraria) il sistema di notifiche funziona anche ad app spenta (sempre fino a prova contraria).

Non ho idea se Hangouts per Android sia integrato nell’applicazione messaggi come avviene per iMessage su iOS (probabilmente il più grande pregio di quest’ultima): inutile dire che questo sarebbe un altro, immenso punto a suo favore. Ora a Google non resta che creare il suo servizio telefonico a tutto tondo (quindi con telefonate prepagate indirizzabili e ricevibili da/a qualsiasi numero di cellulare o di fisso, come già avviene in USA e in Canada), ed il suo dominio del settore telefonico sarà completo.

Si potrebbe obiettare che Hangouts, uscito così tardi rispetto a servizi rispettabilissimi come Whatsapp, rischi di fare la fine di Google+ il quale, per quanto buono sia (assieme a Twitter l’unico social che uso), davvero non riesce ad ingranare. Il problema però, in quel caso, è dato dall’unico suo vero nemico, attualmente troppo mastodontico per essere affrontato ad armi pari: Facebook, il troiaio per eccellenza, a cui la stragrande maggioranza del semplice volgo, affamato di gossip facili e mediocrità alla portata di tutti, non può e non vuole fare a meno.

Oggi invece stiamo parlando di un semplice servizio di messaggistica, coadiuvato dalle videochiamate, e chissà cos’altro in futuro: per me Google una chance ce l’ha, a dir poco.

Google-Plus-Hangouts

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