La democrazia della rete è per gente col pelo sullo stomaco

No, non sto parlando di politica.

O meglio, non solo di politica, e non solo nel senso comune del termine.

Da un po’ di tempo ho realizzato che bazzicare tra i forum e tra i siti con “commento aperto” può far male alla salute. Alla mia salute, quanto meno. Il motivo è semplice: non c’è mai modo di intraprendere un vero e proprio dibattito tra i lettori, e temo che la causa sia il target stesso a cui i lettori appartengono. Potrei definirli commentatori settoriali, settorializzati, elitari, ignoranti, egoisti, caparbi… ma è probabile che il termine giusto sia semplicemente umani. Sì, perché spesso si trova molta più gentilezza tra i bot, per assurdo. La gente che frequenta assiduamente la zona commenti è in primo luogo frustrata da un mondo che la delude costantemente, e ciò la porta a non provare nemmeno a rispondere con garbo in un confronto diretto di idee e punti di vista: ognuno si barrica dietro al proprio ideale.

Ma la cosa più grave è che questo ideale non viene difeso, in genere, confutando il punto di vista dell’interlocutore annettendo prove concrete, logiche, inoppugnabili, ma soltanto alzando la voce, o spiattellando luoghi comuni tiepidi ed insapori, o -peggio ancora- nascondendosi dietro alla moltitudine di sostenitori virtuali. In un primo momento ho pensato che, a rispondere male, fossero soltanto i ragazzini (non li chiamerei bimbiminkia perché ormai anche questo termine ha perso di significato), ma ultimamente mi sono dovuto ricredere.

Questo nauseante ritornello viene riproposto ogni giorno sia nei siti di informatica, sia in quelli di politica (chiaramente non farò nomi, anche perché di certo la colpa non è dei siti stessi se succede ciò), ed il motivo è, come dicevo prima, che la gente è fatta così. Ognuno si sente superiore, ognuno sente di avere la verità in tasca e di non avere bisogno di un secondo parere. Ognuno è maestro, nessuno è allievo. Ci pensa già la vita reale a ricordarci ogni secondo che siamo e saremo sempre allievi pivelli… tanto vale approfittarne dietro ad un monitor, no? Il commentatore medio non fa nemmeno finta di aver bisogno di ascoltare l’altro punto di vista, perché in realtà sta scrivendo solo per ingrassare il proprio ego, probabilmente insoddisfatto da come viene trattato nella realtà.

I modelli di risposta si ripropongono con precisione svizzera, in ogni occasione ed in ogni campo di discussione, ed il succo del discorso è sempre lo stesso: “Io sono io e tu non sei un cazzo”. Comportarsi così è insito nelle caratteristiche dell’animo umano, probabilmente cattivo per natura, ma che solo nell'”intimità” della rete riesce a mostrarsi per com’è davvero. E’ tutto il resto ad essere apparenza: i sorrisi in pubblico, le strette di mano, le scuse e le pacche sulle spalle… sono solo espedienti di facciata per evitare di farsi nemici pericolosi.

Un giorno, tuttavia, anche il Web diventerà pericoloso per questi individui (che, sottolineo, sono molti ma non tutti gli abitanti della rete), ed allora -e solo allora- ritornerà un po’ di sana diplomazia. Certo, il mondo continuerà a girare in un certo modo, e sotto la facciata diplomatica i fanatici continueranno a mandarti a fanculo… ma quantomeno ti rovineranno meno il fegato. C’è poco da aggiungere, la democrazia della rete è per gente col pelo sullo stomaco.

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